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Ancorata in Svizzera e attiva a livello internazionale, WALO è gestita come un'azienda familiare alla quarta e quinta generazione. Per più di 100 anni, WALO si è concentrata sulla combinazione di durata e innovazione.


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WALO è un'azienda innovativa di soluzioni totali attiva in tutti i mercati dell'industria delle costruzioni. Con decenni di esperienza e lo sviluppo costante di soluzioni sostenibili ed economiche, l'azienda a conduzione familiare si è affermata come partner affidabile nel settore delle costruzioni e dei progetti infrastrutturali in Svizzera e nel mondo.


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Abbiamo realizzato con successo molti progetti impegnativi. Pertanto, siamo orgogliosi di lasciare che le nostre referenze parlino per il nostro lavoro.


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Che sia residenziale, industriale, sanitario, all'aperto o per impianti sportivi e per il tempo libero, i pavimenti senza fughe devono soddisfare una grande varietà di requisiti su base permanente.


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Carriera

I buoni edifici e quindi i clienti soddisfatti richiedono un lavoro di costruzione preciso. Tutti i nostri dipendenti, dagli operai non specializzati agli ingegneri, contribuiscono in modo significativo al raggiungimento di questo obiettivo di volta in volta.


A colpo d'occhio

Nella valle della Tamina: il lago artificiale incontra la draga.

Ogni mattina, intorno alle 4:45, due persone attraversano la valle della Tamina. Destinazione: una piattaforma galleggiante sul lago di Mapragg, utilizzata da WALO per il dragaggio di 45'000 tonnellate di sedimenti dal fondo del bacino artificiale su incarico di Kraftwerke Sarganserland AG. Una commessa fuori dal comune che esige macchine altrettanto straordinarie.

Località

Frenkendorf, BL

Servizi

Genio civile, Opere idrauliche


In breve

  • Dragaggio dei sedimenti nel bacino di compensazione di Mapragg, valle della Tamina, presso Bad Ragaz, SG

  • 45'000 tonnellate di sedimenti, profondità di dragaggio fino a 50 m (con possibilità di arrivare a 70 m)

  • Draga galleggiante di proprietà, oggetto di sviluppo costante

  • Prestazioni praticamente raddoppiate rispetto al 2018 grazie al potenziamento del sistema di flusso del materiale

  • Due turni di lavoro dalle 4:45, con quattro persone addette in totale

  • Convogliamento idraulico del sedimento nel Reno attraverso la centrale Sarelli 

  • Committente: Kraftwerke Sarganserland AG (KSL) / Axpo Power AG 

Contesto

Un bacino artificiale con sedimentazione permanente.

Il lago artificiale di Mapragg funge da bacino di compensazione. Da qui, l’acqua può essere ripompata nell’invaso artificiale di Gigerwald o convogliata alla centrale Sarelli. Con l’acqua si spostano tuttavia anche sostanze che poi sedimentano: sabbia, ghiaia, fango e legname galleggiante. Anno dopo anno, tutti questi materiali formano dei depositi. In occasione di eventi straordinari, come lo svuotamento mirato del bacino di Gigerwald dell’autunno 2024, il processo subisce delle accelerazioni. In quell’occasione i sedimenti hanno infatti raggiunto il livello di soglia dello scaricatore di fondo. Una sua eventuale ostruzione impedisce lo svuotamento controllato dell’invaso, che deve essere al contrario sempre assicurato. Anche questa volta, proprio come nel 2018, Kraftwerke Sarganserland AG ha incaricato WALO di risolvere il problema.

Draga galleggiante WALO nel bacino di compensazione di Mapragg con il panorama montano della Valle della Tamina sullo sfondo.
Materiale grossolano composto da pietre e legname galleggiante separato dai sedimenti prima del trasporto.
Collaboratore WALO alla guida dell'imbarcazione di servizio nel bacino di compensazione di Mapragg durante il dragaggio dei sedimenti.
WALO trasporta il materiale grossolano separato dalla draga galleggiante attraverso la diga del bacino di compensazione di Mapragg.

L’impianto

Un sistema che WALO perfeziona costantemente.

Le condizioni operative presso il lago di Mapragg sono estremamente impegnative: profondità rilevante, livello dell’acqua variabile, valle alpina angusta e vincoli ambientali rigorosi. Non per nulla, WALO ha ulteriormente perfezionato il proprio impianto integrandovi una draga galleggiante modulare, configurabile su misura per le diverse condizioni dei bacini artificiali in cui è impiegata.


Il cuore dell’impianto è costituito da una benna bivalve in grado di prelevare dal fondo dell’invaso, anche a 50 metri di profondità, fino a dieci tonnellate di materiale alla volta. Dal punto di vista tecnico, il sistema potrebbe operare fino a 70 metri di profondità, rivelandosi un impianto unico nel suo genere in Svizzera, in quanto utilizzabile a profondità maggiori rispetto a qualsiasi sistema di dragaggio ad aspirazione. Il materiale dragato è poi riversato su una griglia a maglie larghe che provvede innanzitutto alla separazione di pietrame e legna. Successivamente, la massa sedimentata è convogliata attraverso un vaglio a tamburo, che trattiene le particelle troppo grandi per la pompa. La restante frazione fine fluida è quindi pompata dalla draga galleggiante nella galleria di mandata per poi raggiungere, attraverso la condotta forzata, la centrale Sarelli e infine il Reno.


L’impianto, utilizzato per la prima volta nel 2018, è stato da allora oggetto di un perfezionamento continuo a cura di Bernhard Zingg, Responsabile Sviluppo macchine di WALO. «Il progresso più significativo riguarda il flusso del materiale. Siamo riusciti a migliorare la procedura di dragaggio dei fanghi in modo che la massa rimanga omogenea e in costante movimento, senza creare depositi, così da poter essere pompata in maniera ottimale», spiega Bernhard Zingg.


Con nuovi ugelli, più acqua e una maggiore continuità, la pompa opera praticamente senza interruzioni. Stando a Zingg, l’impianto raggiunge oggi una capacità di dragaggio quasi doppia rispetto al 2018.

Draga galleggiante di WALO nel bacino di compensazione di Mapragg. L’impianto galleggiante rimuove i sedimenti dal bacino.

Funzionamento

Intuito, GPS e tre funi.

Ogni turno prevede due persone: un operatore macchina per manovrare la benna, un altro per accertare che il materiale scorra attraverso il vaglio in modo uniforme e controllare costantemente le condotte galleggianti, il pontone e il cavo elettrico sommerso da 20'000 Volt. A prima vista può sembrare tutto molto semplice, ma la realtà è che il sistema poggia su un equilibrio creato ad arte tra diversi elementi.


La draga galleggiante è innanzitutto assicurata a tre funi metalliche: una sul lato posteriore con l’ancora e le altre due, rispettivamente a sinistra e a destra, di stabilizzazione. In tal modo il pontone riesce a mantenere la mobilità e la manovrabilità necessarie alle operazioni. La piattaforma deve invece assecondare le variazioni del livello del lago, che possono oscillare anche di 13 metri nell’arco di una giornata. Un sensore GPS rileva l’altezza, mentre la lunghezza del cavo della benna indica la profondità di dragaggio. Tutte le linee – elettricità, acqua e fanghi – devono assecondare questi movimenti senza formare pieghe nette. Se le funi sono esposte a una tensione eccessiva, possono verificarsi danni, soprattutto al cavo elettrico da 20'000 Volt che scorre comunque nell’acqua.


A tutto questo si aggiungono anche variabili esterne, che dettano il ritmo delle operazioni: per la disgregazione dei sedimenti più datati e compatti, è necessaria una pressione dell’acqua più elevata. I fanghi possono essere convogliati solo quando le turbine della centrale Sarelli sono in funzione, ma il loro esercizio può subire temporanee interruzioni a seguito della volatilità dei prezzi dell’energia. Il livello del Reno a Diepoldsau determina la quantità di materiale che è consentito scaricare: durante l’estate, quando la portata è minore, il limite di 150 m³ al secondo viene raggiunto rapidamente. Quanto alla finestra temporale per i lavori di dragaggio, è fissata dalla Legge federale sulla pesca nel periodo che va da maggio ad agosto.


Chi pensa che in un contesto come questo «di più» significhi automaticamente «meglio», si sbaglia. L’operatore della macchina deve infatti monitorare costantemente le variazioni della densità dei fanghi e reagire di conseguenza: aumentare o ridurre la pressione dell’acqua o decidere se prelevare una minore quantità di materiale nel carico successivo. Meglio una benna meno carica con nessuna difficoltà per l’impianto, che un carico massimo passibile di causare delle battute d’arresto all’intero processo. Una cosa è certa: anche nell’era dell’automazione, a fare la differenza è l’interazione tra uomo e macchina.


 «È una specie di fiuto. Certo non è qualcosa che si trova spiegato nei libri. A un certo punto è come se imparassi a capire l’impianto: capisci quando gira bene e quando fa fatica. Ed è lì che comprendi fin dove puoi spingerlo», spiega Markus Holinger, capomastro WALO.

Vista aerea della draga galleggiante WALO nel bacino di compensazione di Mapragg con condotta galleggiante e barriera per il legname galleggiante.
Benna bivalve della draga galleggiante utilizzata per il dragaggio dei sedimenti nel bacino di compensazione di Mapragg.
Un collaboratore WALO si concede una breve pausa sulla draga galleggiante nel bacino di compensazione di Mapragg.
Il vaglio rotante separa il materiale grossolano dai sedimenti prima che la frazione fine venga pompata verso la fase successiva.

Lo spirito di squadra come cultura

Assemblare una macchina, costruire una squadra.

«La fase più intensa è sicuramente quella del montaggio, che richiede circa un mese. È un lavoro che coinvolge proprio tutti: dell’assemblaggio della draga galleggiante si occupano infatti lo sviluppo macchine, i ragazzi delle opere idrauliche, il reparto elettrico, le costruzioni metalliche, l’officina di Goldach e WALO Trasporti. Senza contare la posa delle condotte, in cui il nostro personale è affiancato da quello della centrale elettrica. Una collaborazione eccellente», racconta Axel Christ, ingegnere civile WALO.


La draga galleggiante ospita però un dettaglio che non compare nella documentazione tecnica: una paperella di plastica di nome Ryan. Se nel settore delle gallerie è tradizione affidarsi alla protezione di Santa Barbara, sul lago di Mapragg entra in gioco Ryan la paperella, naturalmente a modo suo. È entrata a far parte della squadra durante l’intervento del 2018, quando è letteralmente emersa dalle acque. Viene anche nutrita ogni mattina, un pasto simbolico ovviamente. Forse è solo scaramanzia, ma su un impianto galleggiante può capitare di tutto. Ecco perché le prescrizioni di sicurezza impongono sempre la presenza contemporanea di due persone sulla draga.


Le quattro persone che lavorano sull’impianto durante la settimana alloggiano in un hotel di Bad Ragaz. Vedono la famiglia solo durante il fine settimana. Insomma, chi lavora su una draga galleggiante, oltre a possedere solide competenze tecniche, deve anche e soprattutto saper creare buone relazioni con gli altri.


«Le persone devono stare bene insieme. Dopotutto passano tante ore gomito a gomito per settimane: in hotel, in cantiere e sulla draga. Devono essere in sintonia», spiega Axel Christ, ingegnere civile WALO.

Équipe WALO sur la drague flottante dans le bassin de compensation de Mapragg après une intervention de dragage des sédiments.
L'anatra di plastica «Ryan», mascotte simbolica del team WALO sulla draga galleggiante nel bacino di compensazione di Mapragg.
Collaboratore WALO controlla il flusso del materiale al vaglio rotante della draga galleggiante durante il dragaggio dei sedimenti nel bacino di compensazione di Mapragg.

Quadro generale

45'000 tonnellate e uno sguardo al futuro.

Un sensore di torbidezza posto nella centrale Sarelli monitora in tempo reale il contenuto di solidi nell’acqua. Se i valori superano la soglia cantonale autorizzata, i lavori di dragaggio sono interrotti. In questo modo anche tutta la fase di trasporto del materiale rimosso diviene misurabile, controllabile e documentata. Lo stesso sistema che, nel 2018, presentava ancora dei limiti offre oggi un rendimento praticamente raddoppiato.


Precipitazioni intense e scioglimento del permafrost fanno sì che nei bacini di accumulo e di compensazione svizzeri sedimentino quantità sempre maggiori di materiali. Se si desidera sfruttare gli invasi artificiali a lungo termine, è necessario dragarli. WALO è pronta grazie a un impianto in grado di raggiungere profondità maggiori di qualunque altro e una squadra che sa bene quel che fa.

Uomo con barba e polo nera.

I nostri collaboratori sono dei professionisti.

Il nostro responsabile del settore Ingegneria civile Nord-Ovest sarà lieto di rispondere alle vostre domande e di fornirvi ulteriori informazioni sui nostri servizi nel campo dell'ingegneria idraulica.


Axel Christ

Ingegneria civile Nord-Ovest

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